Chiese e Confraternite

Chiesa dei Battuti Neri

CHIESA DELLA CONFRATERNITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA DECOLLATO O DEI ‘BATTUTI NERI’

La fondazione della Confraternita, che svolgeva assistenza ai moribondi, ai carcerati ed ai condannati a morte, risale al 1616; il sodalizio occupava sin d’allora la sede attuale che, intorno alla metà del ‘700, fu risistemata su progetto dello scenografo – quadraturista Nicolao Dallamano, figlio di Giuseppe. L’interno è giocato da una decorazione a trompe l’oeil, fastosa ed esuberante, scaturita dal genio creativo del Dallamano, contemporaneamente attivo in un altro cantiere carrucese, la dimora degli Alessi di Canosio sulla Piazza. Per le figure lo affianca, in entrambi i casi, un pittore non ben identificato, assai affine ai modi di M.A.Milocco: ‘il Battista in gloria tra angeli’ al centro del soffitto crea illusione di sfondamento ed offre uno scorcio di Paradiso. Il coro fu aggiunto, per rinnovate esigenze di culto, nel corso del XIX° sec. con interventi dei pittori F.Toscano e C.Vicino, così come la facciata esterna è ottocentesca, con statue del Battista e di S.Giovanni Nepomuceno dello scultore A.Roasio. Alla Confraternita erano legati i Conti Alessi di Canosio, proprietari del ‘Filatoio da seta’ nella valle del Rivo: di loro patronato l’altare del Crocifisso (a sinistra entrando) ai cui piedi avevano diritto di sepoltura; di fronte l’altare dedicato a S. Giovanni Nepomuceno. Nella chiesa è conservata la statua settecentesca della ‘Madonna del Carmine’, cui i carrucesi erano particolarmente devoti. Nel piccolo edificio posto accanto alla chiesa (a sinistra guardando la facciata, caratterizzato dall’affresco della SS.Trinità) era ospitato l’antico ospedale del paese che nei primi anni del ‘700 fu spostato nella sede odierna; l’edificio divenne allora sede del Comune e del carcere. Capolavori del XVIII° sec. custoditi all’interno dell’edificio: la ‘decorazione scenografica’ di Nicolao Dallamano nella sua globalità; le statue policrome processionali del ‘Cristo portacroce’ e dell’Angelo recante la testa del Battista’ riferibili a G.B. Bernero nella prima fase della sua attività. Nel basso edificio, facente parte del complesso ecclesiastico, è inserito un affresco seicentesco che raffigura la SS.Trinità, che presenta una spiccata cromia: è una rara immagine della Trinità in cui compare la colomba dello Spirito Santo, Dio Padre ed il Crocifisso all’interno di una esuberante cornice a volute vegetali. Va ribadito che nel Seicento la costruzione ospitava il primo nucleo dell’Ospedale di Carrù; poi, nel Settecento e primo Ottocento divenne sede del Comune e delle Carceri.

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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