Centro Storico

Via Mazzini

Ex via della Piazza

Di impostazione medievale è’ la più antica via del concentrico: è lunga e stretta e presenta edifici sviluppati in altezza. Nei secoli successivi è stata risistemata, ma esistono ancora antichi frammenti di stretti passaggi, archi gotici, caratteristiche cantine in mattoni. Proprio a metà della via sorge il palazzo che fu della nobile famiglia del notaio Pietro Antonio Massimino, che nell’aprile del 1796 ospitò il Quartiere Generale di Napoleone Bonaparte. Nella notte del 23 aprile Napoleone con il suo seguito pernottò nella casa del Massimino, dove perfezionò il testo del trattato di Cherasco e scrisse un’appassionata lettera d’amore a Giuseppina Beauharnais. All’epoca il palazzo Massimino, di impianto sei-settecentesco, era considerato una delle dimore più belle e ricche del paese. In fondo al cortile si apriva il teatrino privato, nell’800 reso accessibile ad un pubblico più allargato (e che dava anche su via dei Morelli). Dal Palazzo si accedeva anche, attraverso una galleria, ad un coretto che affacciava all’interno della chiesa dei Battuti Bianchi, da dove i Massimino potevano assistere alle varie funzioni che si svolgevano nella sede della Confraternita, cui erano iscritti. Lungo via Mazzini si trova una parte degli edifici di pertinenza della famiglia Lubatti, presente in Carrù fin dal Quattrocento, che ha dato alla società carrucese uomini d’arme, avvocati, notai, notabili fino al primo Novecento. Il palazzo conserva un portone riferibile alla seconda metà del settecentesco di deciso carattere, arricchito da un decorazione a serti fogliacei in stucco e da un balcone in pietra riferibile alla cultura che circolava in Carrù intorno ai cantieri di Filippo di Robilant. Lo stemma con corona baronale dipinto è riferibile alla famiglia Lubatti.

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